BOXE FRANCESE - SAVATE
Nata in Francia alla fine del 18°
Secolo nei bassifondi parigini, la Savate rappresentava all'epoca il metodo di
combattimento con il quale la malavita locale regolava i propri conti. Il nome
indicava l'accezione volgare dell'arte di tirare i calci. Era praticata per
imparare i rudimenti della difesa personale, o per fare delle esibizioni in
pubblico o per regolare i duelli: questa pratica molto in voga in quel periodo,
prevedeva che gli sfidanti si mettessero d'accordo sulle modalità del duello
(che poteva ammettere tutti i colpi o solo i calci e i pugni, secondo le scelte
dei due) e sul termine del combattimento, che poteva avvenire "al primo sangue"
(fino al ferimento di uno dei contendenti) o "all'ultimo sangue" (fino alla
morte di uno dei due). La Savate di quell'epoca prevedeva l'uso dei calci solo
in linea bassa. Fu Baptiste, un celebre maestro, vecchio ballerino dell'Opera,
ad inserire anche i calci alti, insegnandoli al Duca di Berry. Ma nonostante
anche la nobiltà cominciasse ad interessarsene, questa pratica rimase confinata
per molto tempo nelle classi inferiori. Grazie a Michel Casseux, detto Pisseux,
la Savate viene istituzionalizzata con l'apertura di una sala, frequentata per
lo più da operai e fannulloni. Vengono insegnate due tipi di Savate: quella
Classica e quella Romantica. La prima impiega solo pochi colpi: i calci sono
bassi e non vanno al di sopra del ginocchio e le mani rimangono aperte e mira
soprattutto all'autodifesa. La seconda utilizzava gli stessi colpi, ma
portandoli a tutti i livelli: basso, medio e alto, e con un puro spirito ludico.
Nel 1829 nacque il termine "Chausson" che identificava appunto la Savate
Romantica, e che non indicava il combattimento da strada come per il termine
Savate, anzi individuava una pratica sicuramente più nobile. La parola Chausson
derivava dal fatto che in questo stile si usava una scarpetta piatta di feltro o
di panno, senza tallone e a suola liscia, molto simile a quella della danza. Lo
scopo di quest'inserimento è da ricercarsi nella volontà di affrancare la Savate
dalla pratica da strada e divulgarla finanche nei palazzi dei nobili dandole una
connotazione più aristocratica. Con la Chausson si compie il primo passo verso
la Boxe - Francese di Charlemont (il Maestro che per primo codifico l'uso delle
braccia e delle gambe secondo la tradizione inglese e francese).
Grazie a queste innovazioni la Savate fece il salto di qualità diffondendosi in
varie sale di Parigi e dintorni.
Tale disciplina fu molto sviluppata anche in Provenza e principalmente a
Marsiglia, dove erano molto diffuse, soprattutto durante le feste, delle
esibizioni in cui ci si colpiva con la punta della scarpa dalla cintura in su,
escludendo le braccia e il collo.
Si narra che proprio a Marsiglia alcuni francesi di ritorno dalla prigionia in
Inghilterra, dove avevano fatto degli "Assalti" (combattimenti alla "touche")
contro degli inglesi, ampliarono il loro bagaglio tecnico inserendo anche l'uso
delle mani, che però dovevano essere aperte, contro il petto ed eccezionalmente
contro il viso.
Ragione principale per cui queste discipline incontrarono il favore del pubblico
fu il clima di paura che regnava nel 19° Secolo, e quindi la necessità di
sapersi difendere, ben presto vari aristocratici e borghesi decisero di
dedicarsi a questa pratica. Il Maestro Pisseux fu l'insegnante di molti di essi,
tra cui il Duca d'Orleans e Lord Seymur.
Numerose erano all'epoca le occasioni per poter assistere ad esibizioni di
Savate e Chausson. Moltissime erano le sale dove si poteva imparare oltre che
queste due discipline, anche la scherma e l'uso del bastone o della canna.
Importantissimo è dunque l'aspetto ludico che ricopre la Chausson, facendo
perdere, inoltre, alla Savate quell'aspetto marziale che per molto tempo l'aveva
distinta.
La Boxe - Francese nacque da una felice intuizione di Charles Lecour, Maestro di
Alexandre Dumas padre, che dopo essere stato sconfitto in un assalto di Savate
contro un pugile, decide di unire i due metodi di combattimento: Boxe Inglese e
Savate. In seguito numerose furono le dimostrazioni di questa nuova disciplina,
pubblicizzate fortemente dalla stampa dell'epoca e quasi tutte le palestre
dedicavano uno spazio, più o meno importante, alla Boxe Francese.
Nel 1850 esistevano già due concezioni di Boxe - Francese differenti: una più
attenta allo stile e all'eleganza dei movimenti, nella quale gli Assalti sono
delle dimostrazioni con colpi controllati, un'altra in cui predomina la forza.
Ciascuno dei due modelli funzionava dal punto di vista dello spettacolo, ma alla
lunga prevalse il primo.
Paradossalmente però, proprio l'aspetto spettacolare portò la Boxe Francese ad
un declino, infatti, si tendeva spesso a trascurare che doveva essere una
disciplina da combattimento e non solo una pratica edulcorata della disciplina
originale.
Verso il 1870 fu Joseph Charlemont che, codificandone le regole, riportò la Boxe
- Francese all'apice della popolarità. Epica fu la sfida interstile di suo
figlio Charles, nel 1899 a Parigi contro il campione inglese di pugilato Jerry
Driscoll, che voleva confermare la superiorità della sua specialità, il quale,
nonostante si fosse allenato duramente per contrastare i colpi di piede del
francese, si dovette piegare proprio a causa di un calcio puntato all'addome
sferrato dal campione locale.
All'alba del XX Secolo la Savate ritrova il suo antico splendore. Nel 1900 si
disputarono i primi Campionati Mondiali Dilettanti, il termine mondiale fu un
po' abusato poiché oltre a qualche belga e qualche svizzero, presero parte a
questa manifestazione solo francesi.
Nel 1903 ci fu il gran rifiuto da parte di C. Charlemont di aderire alla
federazione francese di Boxe che voleva unire sotto un unica sigla entrambe le
specialità: quella Inglese e quella Francese. Infatti, se la disciplina francese
cedette il passo al Pugilato, è perché alla dimensione nazionale e amatoriale
della Savate era contrapposta quella internazionale e professionistica della
Boxe, attorno alla quale non indifferente era il giro d'affari già prima del
1914.
Nel 1924 la Boxe Francese partecipò alle Olimpiadi di Parigi come Sport
dimostrativo, ma il guadagno d'immagine che ne ricavò, a causa del difficile
periodo (quello fra le due guerre) e l'interesse da parte del pubblico verso i
combattimenti professionistici, non fu dei più rilevanti. La causa di
quest'insuccesso deve essere ricercata anche nel fatto che, a quel tempo, si
ricercava più una pratica interiore, quando poi già in tutto il mondo si
conosceva la Boxe, inoltre, inseguendo il miraggio di essere riconosciuti come
Sport Olimpico, si decise di mettere da parte l'idea del professionismo.
Nel 1937 si disputa l'ultima edizione dei Campionati di Francia prima
dell'interruzione a causa della seconda guerra mondiale.
Nel 1965 la Savate viene incorporata all'interno della federazione francese di
Judo. Nel 1973 vengono gettate le basi di un rilancio della Boxe Francese Savate
redigendo i nuovi regolamenti tecnici ed arbitrali. Nel 1976, dopo varie
vicissitudini federali si arriva finalmente alla costituzione della Federazione
Francese di Boxe Francese Savate e Discipline Associate (FFBFSDA).
Oggi seppur sia differente da quella del Secolo scorso, (infatti, nella vecchia
Savate erano ammesse anche le proiezioni, le leve, i bloccaggi, l'uso del
bastone e della canna, attualmente si combatte con i guantoni, la classica
divisa chiamata Accademica e le tipiche scarpette) la B.F. - Savate mantiene
ancora il suo fascino. Purtroppo però, a causa soprattutto di problemi federali
che vedremo più avanti, il numero di praticanti, principalmente di agonisti
professionisti, è in diminuzione a tutto vantaggio di altre discipline da ring.